STRUTTURA TECNICA DI UN CENTRALINO TELEFONICO
per Aziende di Sicurezza Privata e Vigilanza Armata
Il sistema di centralino telefonico destinato a un’azienda di sicurezza e vigilanza armata rappresenta un’infrastruttura critica, in quanto costituisce il punto nevralgico per la gestione delle comunicazioni operative, delle segnalazioni di allarme, dei contatti con clienti, forze dell’ordine e personale sul territorio.
Il centralino deve pertanto essere progettato secondo criteri di:
- elevata affidabilità;
- continuità operativa H24;
- ridondanza delle linee di comunicazione;
- tracciabilità completa delle chiamate;
- registrazione e conservazione delle comunicazioni vocali;
conformità alle normative vigenti in materia di sicurezza e protezione dei dati.
Architettura del sistema
Per garantire il massimo controllo sui dati sensibili e la continuità del servizio, il sistema deve essere realizzato con architettura VoIP on-premise, installata presso la sede operativa dell’istituto di vigilanza.
L’infrastruttura deve comprendere:
- Server o appliance dedicata certificata per uso PBX professionale;
- Software di gestione centralino di livello enterprise;
- Gateway di interconnessione verso rete fissa e rete mobile;
- Sistema di storage di rete (NAS) per l’archiviazione delle registrazioni;
- Alimentazione protetta tramite UPS.
L’installazione in locale consente:
- autonomia operativa anche in caso di interruzione della connettività Internet;
- maggiore controllo sugli accessi e sui dati;
aderenza alle policy interne di sicurezza aziendale.
Connettività e ridondanza delle linee
Il centralino deve supportare simultaneamente più tecnologie di accesso alla rete telefonica:
- Linee tradizionali (PSTN / ISDN o equivalenti);
- Linee VoIP/SIP trunk;
- Gateway GSM multi-SIM per gestione linee mobili.
La presenza di moduli GSM è fondamentale per:
- garantire continuità di servizio in caso di guasto delle linee fisse;
- instradare automaticamente le chiamate su rete mobile in caso di emergenza;
- ottimizzare i costi verso numerazioni cellulari.
Il sistema deve consentire l’instradamento intelligente delle chiamate sulla base di:
- disponibilità delle linee;
- priorità operative;
- fasce orarie;
- tipologia di traffico (urbano, mobile, internazionale);
- stato del sistema (modalità ordinaria/emergenza).
Gestione operativa delle chiamate
Considerata la natura del servizio di vigilanza armata, il centralino deve essere configurato per la gestione strutturata delle comunicazioni operative.
Devono essere previste:
- Code di chiamata dedicate (es. centrale operativa, pronto intervento, assistenza clienti);
- Gruppi di risposta con logica di priorità;
- Instradamento automatico verso operatori specifici;
- Gestione turnazioni operatori H24;
- Possibilità di escalation automatica in caso di mancata risposta.
Le funzionalità minime richieste includono:
- trasferimento assistito e diretto;
- messa in attesa;
- conferenze telefoniche;
- deviazione di chiamata;
- gestione interni multipli;
- supporto a telefoni IP SIP e softphone.
Registrazione e tracciabilità delle comunicazioni
Elemento essenziale per un istituto di vigilanza è la registrazione sistematica delle comunicazioni.
Il sistema deve garantire:
- registrazione automatica di tutte le chiamate in entrata e in uscita;
- registrazione multicanale simultanea;
- associazione delle registrazioni a:
- data e ora;
- numero chiamante;
- numero chiamato;
- interno coinvolto;
- operatore assegnato.
Deve essere disponibile una piattaforma di ricerca avanzata con:
- filtri per data, numero, interno;
- possibilità di ascolto controllato;
- esportazione tracciata;
- log di accesso alle registrazioni (audit trail).
Le registrazioni vocali devono essere archiviate su sistema NAS dedicato, con:
- dischi progettati per funzionamento continuativo (enterprise o surveillance);
- configurazione RAID (minimo RAID 1, preferibile RAID 5 o superiore);
- possibilità di espansione futura;
- protezione tramite autenticazione e, ove possibile, cifratura dei dati.
Il buffer interno del PBX, se presente, deve essere considerato esclusivamente temporaneo.
La conservazione deve essere configurabile secondo:
- policy aziendali;
- disposizioni normative vigenti;
eventuali richieste dell’autorità competente.
IVR e gestione dei flussi in emergenza
Il centralino deve includere sistema IVR (Interactive Voice Response) per:
- messaggi di benvenuto personalizzati;
- gestione delle chiamate fuori orario;
- instradamento rapido verso centrale operativa;
- comunicazioni automatiche in caso di emergenza straordinaria.
Devono essere configurabili scenari distinti per:
- orari di ufficio;
- orari notturni;
- festività;
- situazioni operative straordinarie.
Il personale autorizzato deve poter aggiornare i messaggi in autonomia.
Sicurezza informatica e continuità operativa
Dato l’elevato livello di rischio associato al settore della vigilanza armata, il sistema deve prevedere:
- firewall integrato o dedicato;
- autenticazione forte per accessi amministrativi;
- protezione contro attacchi VoIP (es. SIP brute force);
- backup automatico della configurazione;
- log dettagliati degli accessi e delle modifiche.
Devono essere previste:
- procedure documentate di disaster recovery;
- alimentazione protetta tramite UPS;
possibilità di ripristino rapido in caso di guasto hardware.
Installazione, collaudo e formazione
Il fornitore deve garantire:
- installazione fisica dell’hardware;
- configurazione completa del sistema;
- integrazione con linee esistenti e gateway GSM;
- configurazione del NAS e delle politiche di registrazione;
- test funzionale completo;
- formazione tecnica per amministratori;
- formazione operativa per addetti di centrale.
Manutenzione e SLA
È necessario prevedere un servizio strutturato di:
- assistenza tecnica continuativa;
- manutenzione correttiva ed evolutiva;
- aggiornamenti software di sicurezza;
- supporto prioritario in caso di guasti critici.
Devono essere definiti SLA (Service Level Agreement) con tempi di intervento compatibili con l’operatività H24 dell’istituto di vigilanza.
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